Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito utilizza cookies propri per migliorare la tua esperienza di navigazione.
Per maggiori informazioni visualizza le condizioni di utilizzo dei cookies.
Cliccando su OK, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookies.

Ente organizzatore: Gruppo di Ricerca e Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica
Sede evento: Via Gemona 92, Udine, aula T9
Data Evento: 11 aprile 2026
Tel. contatto: 3349725726
E-mail contatto:
Sito web del corso/convegno: https://www.grfpp.it/il-sentimento-di-sicurezza-nella-teoria-e-nella-pratica-clinica-psicoanalitica-da-una-psicoanalisi-delle-pulsioni-a-una-psicoanal
Programma: Il pensiero di Joseph Sandler per una "Psicoanalisi degli affetti"
ECM: no
Note:
Scritto nel 1925 e pubblicato l’anno successivo, Inibizione, sintomo e angoscia rappresenta uno dei contributi teorici più significativi di Sigmund Freud. In questo lavoro, egli rielabora profondamente le proprie idee sulla patogenesi dell’angoscia, sottolineando una distinzione che rimarrà centrale nel pensiero psicoanalitico: “Il pericolo reale è un pericolo che conosciamo, l’angoscia reale è angoscia di fronte a questo pericolo. L’angoscia nevrotica è angoscia di fronte a un pericolo che non conosciamo. Il pericolo nevrotico è, dunque, un pericolo ancora da scoprire; l’analisi ci ha insegnato che esso è un pericolo pulsionale”.

È legittimo chiedersi se, davvero, il pericolo all’origine dell’angoscia sia, soltanto, di derivazione pulsionale. Freud stesso, pur ancorando il concetto al conflitto tra pulsione e difesa, lascia aperti numerosi interrogativi teorici che, nel tempo, hanno stimolato l’elaborazione di prospettive più complesse. Molti autori post-freudiani hanno riconsiderato la natura dell’angoscia e la sua importanza in ambito clinico e non, spostando l’accento dal piano pulsionale a quello affettivo e relazionale.

Joseph Sandler propone una visione dell’apparato psichico in cui la sicurezza interna costituisce il fondamento dell’esperienza e in cui l’angoscia emerge quando questo sfondo è minacciato. Il lavoro analitico non consiste più, soltanto, nel decodificare il conflitto pulsionale, ma nel ripristinare un campo relazionale sufficientemente sicuro, in cui il paziente possa tollerare, pensare e trasformare l’angoscia anziché esserne travolto. In questa prospettiva, la cura non mira dunque all’eliminazione dell’angoscia, ma alla sua integrazione come componente essenziale dell’esperienza soggettiva. La capacità di sostenerla, e con essa il conflitto che la genera, diventa indice di salute psichica, poiché implica la possibilità di tenere insieme bisogni infantili e ideali adulti, cioè, aspetti diversi e talvolta incompatibili del Sé.

Il presente lavoro, anche attraverso la presentazione di un caso clinico, si propone di evidenziare il percorso teorico seguito da Joseph Sandler in questo suo contributo al “passaggio da una Psicoanalisi delle pulsioni a una Psicoanalisi degli affetti”.

Il seminario sarà occasione per approfondire il Pensiero Teorico e l’Indirizzo Clinico che costituiscono il Quadro Concettuale di Riferimento della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica di Udine.

RELATORE

dott. Omobono Franchin, psicologo – psicoterapeuta, direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica di Udine e docente presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica “Il Giroscopio” di Mantova e presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna (sede di Ravenna e sede di Trieste).

DOVE E QUANDO

Il seminario si svolgerà sabato 11 aprile 2026 presso l’aula T9 di Palazzo Di Toppo Wassermann, sede dell’Università degli Studi di Udine, in via Gemona, 92, a Udine.

PROGRAMMA

09.45 – 10.00 registrazione dei partecipanti
10.00 – 13.00 lezione magistrale
13.00 – 13.30 domande e chiusura dei lavori

ISCRIZIONI

La partecipazione è libera e gratuita; visto il limitato numero di posti disponibili, è necessario registrarsi sul sito www.grfpp.it alla sezione Eventi e iniziative.